DON FRANCESCO DE MEO (1850 – 1939) di Maranola


Un altro grande personaggio di Maranola del secolo scorso.

Questa Chiesa diroccata nel territorio esterno alle mura di Maranola, detta dello Spirito Santo, fu di proprietà di Don Francesco De Meo , sacerdote che dedicò la sua vita all’insegnamento di materie umanistiche.
Mi riferiscono che questo immobile danneggiato è attualmente ancora nella proprietà dei suoi eredi.

D. Francesco De Meo fu Preside e insegnante del Real Ginnasio di Cassino per tanti anni e fino al 1921 , come si evince da una pergamena oggetto di dono dei suoi alunni nello stesso anno in cui andò in pensione.
In questa pergamena , oltre ad essere dipinto a mano il volto di Dante Alighieri è possibile notare anche la rappresentazione pittorica della Rocca Janula di Cassino , andata quasi completamente distrutta nell’ultimo evento bellico mondiale e ricostruita recentemente in cemento armato a tipo bunker rendendola inguardabile.
La Rocca Janula sarà oggetto di un mio prossimo post con un raffronto storico con il toponimo “Gianola” a noi di Formia ben noto.

Gli altri tre documenti da me fotografati e a corredo di questo post , riguardano sempre la figura di D. Francesco De Meo e ne mettono in risalto il suo spessore culturale.

In data 15 maggio 1922 Francesco Di Meo ( errore frequente sul cognome De Meo) Capo d’istituto e Professore ordinario di materie letterarie al Real Ginnasio di Cassino, collocato a riposo, venne nominato Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia da Sua Maestà Vittorio Emanuele III , Re d’Italia.
Da piu’ persone mi è stato riferito che il De Meo fu anche “istitutore privato ” di Umberto I e di suo figlio Vittorio Emanuele III per l’insegnamento del greco, latino e materie umanistiche.

Nel 1923 il regime di allora( con una immagine giovanile di Mussolini e di altro personaggio non identificato) , rilasciò un attestato di merito al Signor Professore Di Meo Cav. Francesco di Maranola, pur sbagliando il suo cognome , come già successo nella nomina a Cavaliere nell’anno precedente.
Il testo di questo documento è :
” I lumi dei grandi fautori della redenzione Patria spandono i propri raggi nella mente degli attuali fattori ( forse fautori ) della redenzione politica economica nazionale Al Signor Professore Di Meo Francesco di Maranola
Celebrando il grande avvenimento l’Opificio De Anna di Venezia dedica MCMXXIII “.
Poi attorno ai simboli fascisti si legge: Redenzione politica

Infine il 23 marzo 1922 il Papa Pio XI , nel suo primo anno di Pontificato, emanò un Bolla Papale esclusivamente per ” il Dilectus filius Franciscus De Meo , presbiter Cajetanus ” , con motivazione ancora in corso di traduzione del testo in latino , resa complicata da alcune parti del prezioso documento danneggiato dal tempo.

Questi sono i titoli che questo Grande Personaggio di Maranola si è meritato nel corso della sua vita spesa , principalmente, per la diffusione della cultura umanistica

Questi documenti che io ho avuto il piacere e l’onore di vedere e fotografare, andrebbero restaurati e conservati in un museo
cittadino dedicato ai più grandi personaggi storici del nostro territorio.

Raffaele Capolino

Lascia un commento