Maranola: Il Sindaco Filosa e la sottrazione degli statuti comunali

L’archivio storico della città di Formia, è una miniera pressochè infinita di storia, di storie, della nostra storia.

Da piccoli fatti ad atti epocali in esso possiamo riscoprire passo passo la via seguita dai nostri avi sino ad oggi. Andando a consultare l’archivio del fu Comune autonomo di #Maranola è venuto fuori un plico in cui si conservano gli atti ed i provvedimenti presi nei confronti del Sindaco di Maranola, notaio Carlo Filosa.

Lo stesso era di Trivio. Nel borgo di Trivio al Sindaco Filosa è stata intitolata una Via e posta una targa sulla casa natale. Il notaio Carlo Filosa fu persona di potere ed oltre che Sindaco fu finanche consigliere provinciale. Sembra partecipasse ai vari consigli comunali poggiando un arma sul tavolo prima di iniziare le discussioni. Da questo aneddoto è stato ribattezzato, nell’opera teatrale del Prof. Forte, il Sindaco con la pistola.

La storia di questo Sindaco è però funestata da questo plico contenente atti del 1894 in cui si accusa l’ormai exSindaco Filosa di aver sottratto al Comune gli statuti del Comune di Maranola scritti a mano su pergamena nel XVI secolo.

Le accuse sono forti ed i primi tentativi vengono fatti dal Sindaco di allora con due lettere indirizzate al Cav Carlo Filosa. Si cerca in queste lettere di chiedere la restituzione degli statuti. Evidentemente i risultati non hanno avuto il risultato sperato e così la questione si fa più seria.

Si richiede l’intervento della sotto prefettura di Gaeta con sede a Formia. La faccenda diventa penalmente rilevanete ed è oggetto di ufficiale denuncia. Il delegato alla prefettura cerca anc’egli di far ritornare i preziosi manoscritti a patrimonio pubblico ma invano. Chiede però ai denuncianti delle prove per procedere con l’accusa.

I tre testimoni forniti da Maranola sono persone di spicco. Il reverendo Don Vincenzo Ruggiero, il segretario comunale Baldassarre Ricca e Raffaele Mastrogiovanni. Gli stessi testimoniano di essere stati presenti nel momento in cui Carlo Filosa, al tempo ancora Sindaco, portò via dal Comune i preziosi statuti cinquecenteschi per portali in casa sua. Il sottoprefetto, evidentemente cerca di prendere tempo, forse sperando nel frattempo di risolvere la questione e per procedere chiede al Comune la deposizione scritta dei testimoni.

Gli incartamenti a riguardo sono diversi e non si sa che tipo di difesa ha assunto il notaio Filosa, se è riuscito a discolparsi e sopratutto se fu condannato o assolto per tali accuse.La cosa che oggi a distanza di 125 anni possiamo constatare e che l’antico manoscritto in pergamena contenente gli statuti dell’Università di Maranola del 1500 non sono più tornati a bene pubblico. In essi la storia del territorio grazie all’analisi politica, sociale e di costume dell’epoca. Una grave perdita dunque la loro scomparsa a bene pubblico un bene che non potremmo trasmettere ai nostri posteri.

Una nota positiva è la meritoria opera fatta dal prof. Fernando Sparagna che nel 2006 ha ripubblicato in un libro tutti gli statuti con certosina pasienza di trascrizione.

Daniele E. Iadicicco

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